Crioterapia un potentissimo antinfiammatorio senza effetti collaterali

La crioterapia è un particolare tipo di terapia che fa uso del ghiaccio; il trasferimento tra quest’ultimo e il corpo avviene per mezzo di un meccanismo di conduzione e porta a un abbassamento generale della temperatura corporea.

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Tre minuti al massimo, ad una temperatura di meno 130 gradi: in questo consiste la crioterapia sistemica (Whole Body Cryotherapy – WBC), un trattamento che aspira ad uscire dall’ambito di applicazione sportivo ed estetico dove finora è rimasto confinato per conquistare definitivamente lo status di terapia medica a tutti gli effetti. Certo l’idea di assaporare il brivido di un tuffo in un lago ghiacciato, pratica comune nei Paesi nordici e dell’ Est europeo, per curarsi può sembrare un tantino da masochisti. Eppure proprio quella pratica, in Polonia soprattutto, da 30 anni è riconosciuta come una cura vera e propria rimborsata dal Servizio sanitario nazionale.

Gli effetti principali, sull’area trattata, sono una vasocostrizione iniziale a cui segue una successiva vasodilatazione riflessa seguente ai primi 20-30 minuti di applicazione.
La vasocostrizione è determinata dalla stimolazione di fibre simpatiche adrenergiche, che scatenano il rilascio di norepinefrina a livello della muscolatura liscia dei vasi sanguinei, inducendo una vasocostrizione.
La vasodilatazione che segue è dovuta a un meccanismo protettivo messo in atto dal corpo, al fine di evitare un eccessivo raffreddamento dell’organismo. Effetti principali: azione antiedemigena, innalzamento della soglia del dolore.

Un potentissimo antinfiammatorio senza effetti collaterali

In Italia la crioterapia sistemica è ancora poco nota e applicata. «È un trattamento medico efficace per diversi sintomi e patologie. Il trattamento si basa sulla terapia del freddo e, semplificando, non è altro che un potentissimo antinfiammatorio senza effetti collaterali. È facile da attuare e sicura se effettuata in sedi autorizzate da personale qualificato, sotto controllo medico. Non ha controindicazioni, se non ad esempio per casi di ipersensibilità al freddo, specifici problemi cardiovascolari o claustrofobia».

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